
Il linguaggio teatrale si presenta come momento di integrazione tra i diversi canali espressivi (grafici, figurativi, musicali, ludici, plastici, visivi) e di orientamento di tali canali in direzione felicemente provocatoria nei confronti della tradizionale povertà del loro uso nell'esperienza quotidiana dell'individuo, indipendentemente dall'età evolutiva in cui esso si trova.
L'uso di tale linguaggio sviluppa quindi diverse potenzialità:
La comunicazione:
in un laboratorio essa si indirizza verso numerose esperienze integrate (orali, mimiche, visive) venendo a costituire a lungo andare un linguaggio costruito su toni emotivi personali, quindi più comunicativo;
La fantasia:
essa diventa strumento di reinvenzione e trasfigurazione collettiva del quotidiano, prefigurandosi come forza di decodificazione dell'esperienza;
L'esplorazione:
l'esplorazione si trasforma in indagine sulla molteplicità di elementi e situazioni della quotidianità;
Il far da sé (l'autonomia):
l'autonomia si traduce in un progressivo autogovernarsi dell'individuo bambino o adulto che esso sia;
La costruzione:
la stessa intesa come esperienza diretta di creatività non come rielaborazione passiva delle nozioni e del sapere diventa appropriazione indelebile del sapere stesso;
Il movimento:
l'espressione corporea si esprime sui diversi piani dell'infinita gamma mimico - gestuale del corpo umano che come fonte ludico - comunicativa è conseguenza di una liberazione del piano somatico.
Un laboratorio teatrale è finalizzato alla riattivazione dei bisogni dell'individuo emarginati ma anche alla maturazione di tutti i piani essenziali della personalità in direzione razionale, contro una prassi educativa e pedagogica spesso tesa a ostacolare tale crescita laddove privilegia l'intelligenza sulla socialità, la nozione ripetitiva sulla elaborazione autonoma di contenuti culturali, la norma sulla vitalità affettiva.
Ciò significa contribuire:
Sul piano intellettuale a combattere l'attitudine dell'individuo (specialmente nei bambini e nei ragazzi) ad essere solo supino e ricettivo ma favorire il suo contributo al progresso del tessuto socio - culturale. L'attività drammatica prende e supera il linguaggio parlato e il linguaggio letterario; li comprende e li supera perché li connette con altri: il linguaggio fonico, il linguaggio corporeo, il linguaggio mimico, il linguaggio visuale. In sostanza è il linguaggio che più ci consente di fare esperienze del mondo circostante.
Sul piano etico - sociale al rifiuto di un comportamento di acritica obbedienza alle norme che ci circondano e fanno parte della vita quotidiana della collettività. L'attività rompe l'individualismo ed impone una coscienza di gruppo.
Sul piano affettivo ad affrontare, in un clima di serenità e di solidarietà, situazioni conflittuali del vissuto personale di ognuno rimettendoci in discussione specialmente col gioco teatrale.
Sul piano estetico ad indirizzare all'uso dell'intero ventaglio dei canali espressivi.




