Le Sedie, ispirato all’omonima opera di Ionesco è un dramma che ha come sfondo un paesaggio onirico, espressione spettacolare di incubi e di fantasmi.

Lo spettacolo affronta temi sociali di forte attualità, quella del disagio dovuto alla solitudine, all'isolamento, alla mancanza di affetti e dal punto di vista psicologico consiste nell'inadeguatezza dell’individuo rispetto al sistema sociale in cui vive.

La messa in scena, che tende al teatro metafisico, non edulcora la realtà, non offre concetti o idee nuove, si tratta semplicemente di una trasposizione del racconto della condizione umana. Tutto ciò implica una rivoluzione della drammaturgia tradizionale. I personaggi, il cui valore simbolico testimonia la situazione dell’uomo nell’universo, non sono eroi in senso classico ma tipi senza psicologia che parlano per formule convenzionali, per cliché e luoghi comuni, sono uomini vuoti. C’è un rifiuto del realismo nella tinteggiatura dei caratteri e nella descrizione dei comportamenti.

La comicità e la satira, con la riscrittura del dramma, se da una parte producono leggerezza, dall'altra servono a sottolineare allo spettatore come i piccoli gesti quotidiani, apparentemente normali possono sfociare nella patologia e nel disturbo. E' l'incomunicabilità dovuta a questa società eccessivamente tecnologica che porta alla solitudine e quindi al disagio.

Il nonsense non si estingue in un mero gioco, ma cela una critica ben più profonda al conformismo. Banalità delle parole, luoghi comuni, frasi destrutturate, povertà e tecnicismo maniacale del vocabolario, ricorso a onomatopee, battute brevi e sconnesse o monologhi, concorrono a mostrare come il linguaggio invece di essere strumento di comunicazione è un ostacolo nell’instaurazione di scambi veri tra esseri umani.

Lo spettacolo ha come protagoniste due donne, espressione di un’unica personalità avvolta nella follia della solitudine e della massificazione odierna.

Le due attrici rappresentano quindi la condizione umana inaridita e allucinata dalla solitudine, s'illudono di esprimere il proprio dramma e i cliché e i luoghi comuni indicano la loro vuotezza interiore. Le loro vite sono sopraffatte dal materialismo soffocante di una realtà che le aliena, animate da comportamenti meccanici e ripetitivi, esse vengono poco a poco intrappolate in un ambiente artefatto. È questo il loro stato d'animo, rendersi conto di vivere nella finzione e di non aver reso possibile ciò che sarebbe dovuto essere.

Lo spettatore si troverà faccia a faccia con la propria coscienza deformata, la follia e le multiple personalità. 

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