Alla fine degli anni ’50 nella località di Atena, in Italia, c'è grande agitazione: siamo alla vigilia delle nozze tra il duca Teseo e Ippolita. Ma a margine di queste nozze, procede anche la difficile storia d'amore tra Ermia e Lisandro: i due non possono coronare il loro sogno, perché il padre di Ermia ha destinato la figlia a Demetrio, innamorato non corrisposto di Ermia e a sua volta amato ma senza speranza da Elena. Durante la notte, gli amanti tentano la fuga e si inoltrano nel bosco, inseguiti da Demetrio ed Elena. Qui queste situazioni vengono osservate da Oberon e dagli Elfi e Fate del suo magico regno. Assegnando alcuni compiti a Puck ed altri a Titania, Oberon fa in modo che il corso degli eventi cambi e l'amore giusto ritrovi la retta via. Adesso può finalmente celebrarsi il matrimonio tra Teseo e Ippolita. Durante le nozze, la compagnia di attori dilettanti diretta da Nick Chiappa mette in scena la triste storia d'amore tra Piramo e Tisbe, ottenendo grande successo.

Questa realizzazione, pensata in lingua italiana per un pubblico più adulto e in lingua inglese perché abbia una grande ricaduta didattica oltre che artistica per un pubblico più giovane, abbandona tutte le forme di rappresentazione tradizionali, ambientando la commedia in una scatola piena di cuscini bianchi di tutte le dimensioni in cui fate maschili eseguono esercizi circensi, come i tessuti aerei e gli elastici; introduce anche l'idea, diventata comune a partire dagli anni ‘70, di far sostenere un doppio ruolo: Teseo/Oberon e Ippolita/Titania, per sottolineare che il mondo delle fate rispecchia il mondo degli uomini.

Sogno di una notte di mezza estate è un'occasione per uno spettacolo imponente recitato dalla forza degli attori che non delegano alla scenografia o all’impianto di una drammaturgia classica ma ad una drammaturgia contemporanea essenziale e asciutta. Le ambientazioni sceniche proiettano su questi cuscini enormi raffigurazioni del palazzo e della foresta curate nei minimi particolari, con le fate dalle sembianze di danzatrici con le ali di finissima tela di garza. Semplicità ed enfasi su una riscrittura nuova che tiene conto del tradizionale testo in lingua inglese su un impianto drammaturgico contemporaneo.

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